Uomini persi

Claudio Baglioni (1985)

Anche chi dorme in un angolo pulcioso
coperto dai giornali le mani a cuscino
ha avuto un letto bianco da scalare e un filo
di luce accesa dalla stanza accanto
due piedi svelti e ballerini a dare calci al mare
nell’ultima estate da bambino
piccole giostre con tanta luce e poca gente
e un giro soltanto…

Anche questi altri strangolati da cravatte
che dentro la ventiquattrore portano la guerra
sono tornati con la cartella in braccio al vento
che spazza via le foglie del primo giorno di scuola
raggi di sole che allungavano i colori sugli ultimi giochi
tra i montarozzi di terra
e al davanzale di una casa senza balconi
due dita a pistola…

Anche quei pazzi che hanno sparato alle persone
bucandole come biglietti da annullare
hanno pensato che i morti li coprissero
perché non prendessero freddo e il sonno fosse lieve
hanno guardato l’areoplano e poi l’imboccano
e son rimasti così senza inghiottire né sputare
su una stradina e quattro case in una palla di vetro
che a girarla viene giù la neve…

Anche questi Cristi
caduti giù senza nome e senza croci
son stati marinai dietro gli occhiali storti e tristi
sulle barchette coi gusci delle noci
e dove sono i giorni di domani
le caramelle ciucciate nelle mani
di tutti gli uomini persi dal mondo…
di tutti i cuori dispersi nel mondo…

Quelli che comprano la vita degli altri
vendendogli bustine e la peggiore delle vite
hanno scambiato figurine e segreti
con uno più grande ma prima doveva giurare
teste crollate nel sedile di dietro
sulle vie lunghe e clacksonanti del ritorno dalle gite
un po’ di febbre nei capelli ed una maglia
che non vuole passare…

E i disperati che seminano bombe tra poveri corpi
come fossero vuoti a perdere come se fossero pupazzi
seduti sui calcagni han rovesciato sassi
e un mondo di formiche che scappava
le voci aspre delle madri che li chiamavano
sotto un quadrato di stelle dentro i cortili dei palazzi
e la famiglia a comprare il cappotto nuovo
e tutti intorno a dire come gli stava…

Anche questi occhi
fame di nascere per morir di fame
si son passati un dito di saliva sui ginocchi
e tutti dietro a un pallone in uno sciame
leggeri come stracci e dove fanno a botte

dov’è un papà che caccia via la notte
di tutti gli uomini persi dal mondo…
di tutti i cuori dispersi nel mondo…

Di tutti gli uomini persi dal mondo…
di tutti i cuori dispersi nel mondo…

Lost Men

Translated by: Francesco Ciabattoni

Even those who sleep in a lousy corner,
covered with newspapers, the hands for a pillow,
used to have a white bed to climb on and a beam
of light cracking from the next room,
two swift dancer feet, kicking at the sea,
little carousels with many lights and few people
and only one round about.

Even these others, strangled by their ties,
bringing war into their briefcases
used to get back home, their schoolbags in the arms of the wind
that blows away the leaves on the first day of school.
Sunbeams stretching out the colors on the last games amidst the mounds of mud
and from the windowsill of a house with no balconies,
two fingers in the sign of a gun.

Even the foolish who shot other people,
punching them dead like bus tickets,
used to think that the dead need to be covered
so they won’t catch cold and will sleep fast.
They watched the airplane take off as they got spoonfed
and were astonished, without downing nor spitting
looking at an old road and a few houses in a snow globe,
you flip it around and there’s snow flaking down.

These poor Christs,
fallen off with no names and no crosses,
were sailors, behind their sad, crooked eyeglasses,
on walnut-shell boats
where the days of tomorrow lie,
half-sucked candies in the palms
of all men lost from the world
of all lost hearts scattered around the world.

Those who buy other people’s lives
by selling them packets and the worst of lives
have exchanged picture-cards and secrets
with an older kid, but first he had to swear.
Heads sunk in the rear seats
on long, honking roads, of the way back from the school trip,
some fever in the hair and this knitting stitch that won’t go through.

And the desperate who sow bombs among poor bodies,
like they were empty bottles, like they were but puppets,
sitting on their heels they flipped stones,
and a world of ants crawled away.
The harsh voices of their mothers calling
under a box of stars, in the tenement hall’s backyard
and the whole family goes with him to buy him a new coat,
everybody stands around commenting about how it looks.

Even those eyes,
–hunger for being born only to die of starvation–
have licked a finger of saliva on their knees
and everybody swarming after a soccer ball,
as light as old rags, in the corners where they go to fight,
or where a father chases away the night
of all men lost from the world,
all lost hearts scattered around the world.

Of all the men lost from the world
Of all the lost hearts scattered on the world