La guerra di Piero

Fabrizio De André (1964)

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma son mille papaveri rossi.

“Lungo le sponde del mio torrente
voglio che scendano i lucci argentati
non più i cadaveri dei soldati
portati in braccio dalla corrente”.

Così dicevi ed era inverno
e come gli altri verso l’inferno
te ne vai triste come chi deve
e il vento ti sputa in faccia la neve.

Fermati Piero, fermati adesso
lascia che il vento ti passi un po’ addosso
dei morti in battaglia ti porti la voce
chi diede la vita ebbe in cambio una croce.

Ma tu non lo udisti e il tempo passava
con le stagioni a passo di giava
ed arrivasti a passar la frontiera
in un bel giorno di primavera

e mentre marciavi con l’anima in spalle
vedesti un uomo in fondo alla valle
che aveva il tuo stesso identico umore
ma la divisa di un altro colore.

Sparagli Piero , sparagli ora
e dopo un colpo sparagli ancora
fino a che tu non lo vedrai esangue
cadere in terra a coprire il suo sangue.

“E se gli sparo in fronte o nel cuore
soltanto il tempo avrà per morire
ma il tempo a me resterà per vedere
vedere gli occhi di un uomo che muore”.

e mentre gli usi questa premura
quello si volta , ti vede e ha paura
ed imbracciata l’artiglieria
non ti ricambia la cortesia.

Cadesti in terra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che il tempo non ti sarebbe bastato
a chiedere perdono per ogni peccato.

Cadesti interra senza un lamento
e ti accorgesti in un solo momento
che la tua vita finiva quel giorno
e non ci sarebbe stato un ritorno.

Ninetta mia crepare di maggio
ci vuole tanto troppo coraggio
Ninetta bella dritto all’inferno
avrei preferito andarci in inverno.

E mentre il grano ti stava a sentire
dentro alle mani stringevi un fucile
dentro alla bocca stringevi parole
troppo gelate per sciogliersi al sole.

Dormi sepolto in un campo di grano
non è la rosa non è il tulipano
che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
ma sono mille papaveri rossi.

Piero's War

Translated by: Francesco Ciabattoni

You sleep, buried in a wheat field,
not the rose nor the tulip, but one thousand
red poppies watch over you
in the shadow of the cliff.

“I want silvery pikefish to swim down
the shore of my creek
not the soldiers’ corpses
carried away in the arms of the stream”

These were your words, it was the winter
and, like the others, you were marching to hell
like one who must,
the wind blowing the snow on your face.

Stop, Piero, stop now
let the wind blow on you for a while
you carry the voice of the dead in battle;
those who gave their lives got a medal for trade.

But you did not hear it, and the time passed,
with the seasons dancing to a Java.
so you arrived to cross the border
on a beautiful spring day.

And as you were marching, your soul on your shoulders,
you saw a man down in the valley,
who was in the very same mood as you,
but his uniform was a different color

Shoot him, Piero, shoot him now!
and after one shot, shoot him again
until you see him reel
and fall in his own blood

Shoot him in the head or the heart,
he’ll only have the time to die,
but you’ll have the time to see
the eyes of a dying man.

But as you show him this gallantry
he turns, sees you, is frightened;
he wields the gun
and does not return your courtesy.

So you fell without a cry
and realized in a second
that you did not have enough time
to ask for every sin to be forgiven

You fell without a cry
and realized in one second
that your life was ending that day
and there would be no return.

My beautiful Ninetta,
it takes too much courage to die in May
Ninetta, I would have rather
gone to hell on a winter day.

And while the wheat stood listening to you
you still clutched your gun,
biting on words in your mouth
too cold to melt in the sun

You sleep, buried in a wheat field,
not the rose nor the tulip, but one thousand
red poppies watch over you
in the shadow of the cliff