La badoglieide

Lyrics by Nuto Revelli, Livio Bianchi, Alberto Bianchi, Ivanoe Bellino (1944) on the folk tune of "E non vedi che sono toscano"

O Badoglio, o Pietro Badoglio
ingrassato dal Fascio Littorio,
col tuo degno compare Vittorio
ci hai già rotto abbastanza i coglion.

T’ l’as mai dit parei,
t’ l’as mai fait parei,
t’ l’as mai dit, t’ l’as mai fait,
t’ l’as mai dit parei,
t’ l’as mai dilu: sì sì
t’ l’as mai falu: no no
tutto questo salvarti non può.

Ti ricordi quand’eri fascista
e facevi il saluto romano
ed al Duce stringevi la mano?
sei davvero un gran bel porcaccion.

Ti ricordi l’impresa d’Etiopia
e il ducato di Addis Abeba?
meritavi di prendere l’ameba
ed invece facevi i milion.

Ti ricordi la guerra di Francia
che l’Italia copriva d’infamia?
ma tu intanto prendevi la mancia
e col Duce facevi ispezion.

Ti ricordi la guerra di Grecia
e i soldati mandati al macello,
e tu allora per farti più bello
rassegnavi le tue dimission?

A Grazzano[1] giocavi alle bocce
mentre in Russia crepavan gli alpini,
ma che importa ci sono i quattrini
e si aspetta la grande occasion.

L’occasione infine è arrivata,
è arrivata alla fine di luglio[2]
ed allor, per domare il subbuglio,
ti mettevi a fare il dittator.

Gli squadristi li hai richiamati,
gli antifascisti li hai messi in galera,
la camicia non era più nera
ma il fascismo restava il padron.

Era tuo quell’Adami Rossi[3]
che a Torino sparava ai borghesi;
se durava ancora due mesi
tutti quanti facevi ammazzar.

Mentre tu sull’amor di Petacci[4]
t’affannavi a dar fiato alle trombe,
sull’Italia calavan le bombe
e Vittorio calava i calzon.

I calzoni li hai calati
anche tu nello stesso momento,
ti credevi di fare un portento
ed invece facevi pietà.

Ti ricordi la fuga ingloriosa[5]
con il re, verso terre sicure?
Siete proprio due sporche figure
meritate la fucilazion.

Noi crepiamo sui monti d’Italia
mentre voi ve ne state tranquilli,
ma non crederci tanto imbecilli
di lasciarci di nuovo fregar.

No, per quante moine facciate
state certi, più non vi vogliamo,
dillo pure a quel gran ciarlatano
che sul trono vorrebbe restar.

Se Benito ci ha rotto le tasche
tu, Badoglio, ci hai rotto i coglioni;
pei fascisti e pei vecchi cialtroni
in Italia più posto non c’è.

T’ l’as mail dit parei,
t’ l’as mai fait parei,
t’ l’as mai dit, t’ l’as mai fait,
t’ l’as mai dit parei,
t’ l’as mai dilu: sì sì
t’ l’as mai falu: no no
tutto questo salvarti non può.

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[1] Grazzano è il paese di Grazzano Badoglio, luogo di nascita di Badoglio. Fino al 1939 si chiamava Grazzano Monferrato, poi il podestà fascista ebbe la geniale idea di ribattezzarlo con il nome dell’illustre cittadino (neanche fosse Ferney-Voltaire). Si chiama tuttora così.

[2] Alla caduta del fascismo del 25 Luglio, il Maresciallo Badoglio fu nominato primo ministro in sostituzione di Mussolini.

[3] Il generale Enrico Adami Rossi, comandante della difesa territoriale di Torino, nei 45 giorni del governo Badoglio aveva fatto sparare a più riprese contro gli operai torinesi, in seguito si consegnò ai tedeschi per passare poi al servizio della repubblica di Salò.
Dopo la Liberazione, Adami Rossi, processato dalla Corte d’Assise di Firenze, fu condannato, per collaborazionismo, alla fucilazione alla schiena, alla degradazione e alla confisca dei beni, ma fu salvato dalla Cassazione, che lo fece scarcerare e lo reintegrò anche nel grado, permettendogli di morire libero all’età di 83 anni.
(adattato dal sito dell’ANPI)

[4] Clara Petacci fu l’amante di Benito Mussolini, fucilata insieme al duce il 28 aprile 1945.

[5] Badoglio, Vittorio Emanuele ed altri ministri e dignitari dopo l’8 settembre si rifugiarono a Brindisi (al tempo già liberata dagli alleati).

Translated by:

This song was composed during the war, after Marshal Pietro Badoglio signed the armistice with the allies and fled with the royal family to Brindisi, a secure port under the allies’ control. Scorchingly satyrical, “La Badoglieide”–whose title mockingly echoes worthier epics such as the The Aeneid (L’Eneide) or The Iliad (L’Iliade)–was recorded over the years by several anti-fascist and anti-monarchic singers. Among them, were Fausto Amodei and Michele L. Straniero, who were active (Amodei still is) as songwriters, left-wing activists and ethnomusicologists.Curiously, however, during the period 1944-1945, this song was also sung by fascist groups who had reasons to voice their anti-Savoy and anti-Badoglio feelings because King Victor Emmanuel III and Marshall Pietro Badoglio had turned their backs to Mussolini and sided with the allies on September 8th, 1943, opening a rift in the country and the way to the Liberation. More details can be found on Atiwarsong.com.