La peste

Sandro Luporini & Giorgio Gaber (Anche per oggi non si vola, 1974)

Un bacillo che saltella,
che si muove un po’ curioso,
un batterio negativo,
un bacillo contagioso.

Serpeggia nell’aria
con un certo mistero,
le voci sono molte
non è proprio un segreto,
la gente ne parla a bassa voce,
la notizia si diffonde piano
per tutta Milano.
La gente ha paura
comincia a diffidare,
si chiude nelle case,
uno scoppio di terrore,
un urlo disumano,
la peste a Milano.

A Milano c’è gente che muore,
la notizia fa un certo scalpore,
anche in provincia si muore.
La peste si diffonde adagio,
poi cresce e si parla di contagio,
c’è il sospetto che sia un focolaio
che parte dal centro e si muove a raggiera,
dilaga dovunque
la peste nera.

E’ scoppiata un’epidemia di quelle più maligne
con bubboni che appestano uomini, donne e bambini,
l’infezione trasmessa da topi usciti dalle fogne,
ma hanno visto abilissime mani lanciarli dai tombini,
sono le solite mani nascoste e potenti
che lavorano sotto, che son sempre presenti.

La gente si difende disperata,
la peste incalza e viene avanti,
si dilaga, si scatena agguerrita,
è anche peggio di quella del venti,
la peste ci viene addosso,
la peste non si ferma più,
morti dappertutto
che vengono ammassati come animali,
non fa neanche più effetto,
sono cose normali,
si fotografano i cadaveri,
non fa neanche più schifo,
ci si lava, ci si pettina,
si esce, si va al bar,
si scansano i cadaveri,
non ci fai più caso
ci si abitua così presto,
in fondo ne muoiono tanti
anche al week-end di ferragosto.

Un bacillo a bastoncino
che ti entra nel cervello,
un batterio negativo,
un bacillo a manganello.

The Plague

Translated by: Francesco Ciabattoni

A stick-shaped bacillus that hops,
that moves in a curious way,
a negative bacterium,
a contagious bacillus.

It slithers in the air
with a certain mystery,
the rumors are spreading,
it’s not really a secret,
people talk about it under their breath,
the news spread slowly
around Milan.
People are afraid
and begin to be wary,
lock themselves in their homes,
a burst of terror,
an inhuman scream,
the plague in Milan.

In Milan there are people who are dying,
the news causes a sensation,
even in the outskirts they are dying.
The plague spreads slowly,
then it grows and everyone talks of contagion,
there is suspicion that the outbreak
starts from the center and moves radially,
spreading everywhere
the black plague.

A most aggressive epidemic has broken out
with swellings that plague men, women and children,
the infection is transmitted by rats out of the sewers,
but they saw skilled hands throwing them from manholes,
they are the usual hidden and powerful hands
who work underground, who are always at work.

People defend themselves desperately,
the plague goes on and on,
spreads, unleashes itself with ferocity,
it is even worse than that of the ’20s,
the plague is upon us,
the plague never stops,
dead bodies are everywhere
that are piled up like animals,
no one is even impressed anymore,
these seem like normal things,
people take photos of the corpses
they’re not even disgusted anymore,
they wash, they comb their hair,
go out, go to the bar,
step over the corpses,
without even noticing them anymore
you get used to it so fast,
after all, so many die
even on Ferragosto weekend.

A stick-shaped bacillus
that enters your brain,
a negative bacterium,
a bacillus like a cudgel.