Quella cosa in Lombardia

Lyrics: Franco Fortini & Music by Fiorenzo Carpi

Sia ben chiaro che non penso alla casetta
due locali più i servizi, tante rate, pochi vizi,
che verrà quando verrà…
penso invece a questo nostro pomeriggio di domenica,
di famiglie cadenti come foglie…
di figlie senza voglie, di voglie senza sbagli;
di millecento ferme sulla via con i vetri appannati
di bugie e di fiati, lungo i fossati della periferia…

Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
Non ho detto “andiamo a passeggiare”
e neppure “a scambiarci qualche bacio…
Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
Dico proprio quella cosa che sai,
e che a te piace, credo, quanto a me!”

Vanno a coppie, i nostri simili, quest’oggi
per le scale, nell’odore di penosio alberghi a ore…
anche ciò si chiama “amore”;
certo, è amore quella fretta tutta fibbie, lacci e brividi
nella nebbia gelata, sull’erbetta;
un occhio alla lambretta, l’orecchi a quei rintocchi
che suonano dal borgo la novena; e una radio lontana
dà alle nostre due vite i risultati delle ultime partite…

Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
Non ho detto “andiamo a passeggiare”
e neppure “a scambiarci qualche bacio…
Caro, dove si andrà, diciamo così, a fare all’amore?
Dico proprio quella cosa che sai,
e che a te piace, credo, quanto a me!”

That Thing in Lombardy

Translated by: Debora Bellinzani

Let me be clear, I don’t think of a sweet home
one bedroom one bath, many mortgage payments, few splurges,
that will come when it comes…
I think of our Sunday afternoon instead,
of families falling down like leaves…
of daughters without desires, of desire without mistakes;
of FIAT 1100 cars parked along the street with their windows steamed up
by lies and breaths, parked along ditches in the suburbs…

My dear, where will we go, shall we say, to make love?
I didn’t say “let’s go for a walk”
nor “to exchange a few kisses”…
My dear, where will we go, shall we say, to make love?
I mean that thing which you know,
and which you like—I think—as much as I do!

Today our counterparts move in pairs
up the stairs, in the smell of seedy motels…
that too is called “love”;
it is love, for sure, that haste, all buckles, strings and shivers
in the freezing fog, on the grass;
keeping an eye on the Lambretta, our ears listening to the tolls
ringing the novena from the village; and a distant radio
offers to our two lives the result of the latest soccer match…

My dear, where will we go, shall we say, to make love?
I didn’t say “let’s go for a walk”
nor “to exchange a few kisses”…
My dear, where will we go, shall we say, to make love?
I mean that thing that you know,
and which you like—I think—as much as I do!